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	<title>Darkmoonlight.it &#187; racconti</title>
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	<description>Artyca &#38; Krana’s Hell</description>
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		<title>THE VAMPYRE (IL VAMPIRO) &#8211; John William Polidori</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 21:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Krana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi qui su Darkmoonlight.it voglio consigliare a tutti gli amanti del genere questo un libro, un &#8220;must have&#8221; se vi piacciono le ambientazioni dark/gotiche e le storie dedicate alle più affascinanti creature della notte.
The Vampire di John William Polidori,  il primo racconto di vampiri nella letteratura, si presenta come l’archetipo di ogni futuro vampiro, come un perfetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi qui su <a href="http://www.darkmoonlight.it">Darkmoonlight.it</a> voglio consigliare a tutti gli amanti del genere questo un libro, un &#8220;must have&#8221; se vi piacciono le ambientazioni dark/gotiche e le storie dedicate alle più affascinanti creature della notte.</p>
<p><em>The Vampire</em> di John William Polidori,  il primo racconto di vampiri nella letteratura, si presenta come l’archetipo di ogni futuro vampiro, come un perfetto repertorio degli elementi tipici del racconto d’orrore. Il suo vampiro, però, non vive solitario in un castello tenebroso, anzi frequenta, come un gentiluomo alla moda, i salotti londinesi: gioca d’azzardo e seduce belle dame…</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-594" title="polidori" src="http://www.darkmoonlight.it/wp-content/uploads/2009/11/polidori.jpg" alt="polidori" width="250" height="412" /></p>
<p>Nel giugno del 1816 George Gordon Byron, Mary Wollstonecraft, Percy Bysshe Shelley e il dottor John William Polidori (1795-1821) si trovarono a soggiornare contemporaneamente sulle rive del lago di Ginevra. Costretti al chiuso della loro dimora di Campagne Chapuis da due settimane di piogge torrenziali Shelley e Mary, che nello stesso anno sarebbe diventata la sua seconda moglie, avevano invitato i loro due vicini a trascorrere in compagnia quei lunghi, tediosi giorni di inattività forzata. In quel frangente Byron aveva dapprima proposto di leggere le storie dell’orrore degli scrittori romantici tedeschi incluse nella raccolta <em>Fantasmagoriana</em> e poi, nel clima partecipe e stimolante che si era venuto a creare, aveva invitato gli amici a scriverne a loro volta uno ciascuno. Nacque così, più faticosamente ma anche con risultati decisamente superiori, il <em>Frankenstein</em> di Mary Wollstonecraft; Shelley si misurò in un’operetta meno impegnativa dal titolo <em>The Assassin</em>; Byron compose una storia alla quale da tempo pensava, <em>The Burial</em> (edita a suo tempo nel 1819 come <em>A Fragment</em>); mentre Polidori, ventunenne segretario e compagno di viaggio del Lord, anche se si sarebbero separati prima della fine dell’estate per incompatibilità di temperamento, scrisse <em>The Vampyre</em>, elaborando lo stesso spunto di Byron, come avrebbe del resto poi riconosciuto, e introducendovi elementi di <em>Glenarvon</em> (1816), romanzo autobiografico nel quale Caroline Lamb aveva fatto vestire a Byron i panni del crudele Ruthven Glenarvon, assassino delle sue amanti, infine portato via dal diavolo trasformato all’occorrenza in spettro delle vittime.<br />
La novella di Polidori apparve per la prima volta nell’aprile del 1819 sul “New Monthly Magazine” e, per un errore del direttore della rivista, fu attribuita allo stesso Byron, nonostante le veementi proteste di questi, che scrisse al direttore dichiarando di non esserne affatto l’autore e di non averne mai inteso parlare prima. Particolare gustoso: Goethe, senza minimamente sospettare la falsa attribuzione, era addirittura arrivato a sostenere che si trattava del lavoro migliore del poeta inglese. Il racconto propone per la prima volta all’interno di un’opera letteraria la figura del vampiro, fino a quel momento retaggio esclusivo delle tradizioni popolari di alcuni paesi. La sua pubblicazione fece assai scalpore in Inghilterra e gettò lo scompiglio negli ambienti letterari della capitale, non solo perché la novella era stata inizialmente attribuita a Byron, come già accennato, ma anche per l’argomento trattato. L’opera avrebbe poi goduto di ampia fortuna anche fuori d’Inghilterra. Tradotta in francese nello stesso anno 1819, fra gli altri influenzò notevolemente Charles Nodier (1780-1844), che del vampiro fece il tema letterario predominante nel suo <em>Infernaliana</em> (1822), e con lo stesso titolo <em>Le Vampire</em> scrisse un adattamento teatrale, in collaborazione con Carmouche e Jouffroy, che fu rappresentato il 13 giugno 1820 ed ebbe una replica trionfale nel 1823.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-595" title="200px-John_William_Polidori_by_F_G__Gainsford" src="http://www.darkmoonlight.it/wp-content/uploads/2009/11/200px-John_William_Polidori_by_F_G__Gainsford.jpg" alt="200px-John_William_Polidori_by_F_G__Gainsford" width="200" height="246" /></p>
<p>John William Polidori nacque a Londra il 7 settembre 1795.<br />
Figlio di Gaetano Polidori, un italiano emigrato in Inghilterra dopo essere stato per qualche tempo segretario di Vittorio Alfieri, John William ereditò dal padre la passione per gli intrighi misteriosi. Gaetano Polidori, infatti, era stato il primo a tradurre in italiano il Castle of Otranto di Horace Walpole.<br />
John William, precocissimo, si laureò appena diciannovenne in medicina all’Università di Edimburgo. Gorge Byron lo conobbe e ne fu favorevolmente impressionato. Di lì a un anno divenne medico personale di Lord Byron, accompagnandolo, com’era d’obbligo per la nobiltà del tempo, nelle sue peregrinazioni. Quel sodalizio sembrava promettere sviluppi interessanti. Ma non fu così. Una convivenza troppo difficile tra il celebre scrittore e il rissoso e petulante Polly Dolly (così lo aveva soprannominato) costrinse Byron, alla fine dell’estate del 1816, a licenziarlo.<br />
Rovinato dai debiti di gioco, proprio come uno dei suoi personaggi, John William Polidori nell’agosto del 1821, all’età di ventisei anni, si uccise con “un sottile veleno di propria composizione”, l’acido prussico. Così accolse la sua morte Lord Byron: “…Ecco, il povero Polidori se n’è andato! Quando era il mio medico, parlava sempre di acido prussico… di misture velenose; ma per fini diversi da quelli del re del Ponto, poiché egli si è prescritto una dose da uccidere cinquanta Mitridati”.</p>
<p>Buona lettura!!!</p>
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		<title>Hymne à la Beauté &#8211; – Charles Baudelaire</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 00:27:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Krana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Viens-tu du ciel profond ou sors-tu de l&#8217;abîme,
O Beauté? ton regard, infernal et divin,
Verse confusément le bienfait et le crime,
Et l&#8217;on peut pour cela te comparer au vin.
Tu contiens dans ton oeil le couchant et l&#8217;aurore;
Tu répands des parfums comme un soir orageux;
Tes baisers sont un philtre et ta bouche une amphore
Qui font le héros [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viens-tu du ciel profond ou sors-tu de l&#8217;abîme,<br />
O Beauté? ton regard, infernal et divin,<br />
Verse confusément le bienfait et le crime,<br />
Et l&#8217;on peut pour cela te comparer au vin.</p>
<p>Tu contiens dans ton oeil le couchant et l&#8217;aurore;<br />
Tu répands des parfums comme un soir orageux;<br />
Tes baisers sont un philtre et ta bouche une amphore<br />
Qui font le héros lâche et l&#8217;enfant courageux.</p>
<p>Sors-tu du gouffre noir ou descends-tu des astres?<br />
Le Destin charmé suit tes jupons comme un chien;<br />
Tu sèmes au hasard la joie et les désastres,<br />
Et tu gouvernes tout et ne réponds de rien.</p>
<p>Tu marches sur des morts, Beauté, dont tu te moques;<br />
De tes bijoux l&#8217;Horreur n&#8217;est pas le moins charmant,<br />
Et le Meurtre, parmi tes plus chères breloques,<br />
Sur ton ventre orgueilleux danse amoureusement.</p>
<p>L&#8217;éphémère ébloui vole vers toi, chandelle,<br />
Crépite, flambe et dit: Bénissons ce flambeau!<br />
L&#8217;amoureux pantelant incliné sur sa belle<br />
A l&#8217;air d&#8217;un moribond caressant son tombeau.</p>
<p>Que tu viennes du ciel ou de l&#8217;enfer, qu&#8217;importe,<br />
Ô Beauté! monstre énorme, effrayant, ingénu!<br />
Si ton oeil, ton souris, ton pied, m&#8217;ouvrent la porte<br />
D&#8217;un Infini que j&#8217;aime et n&#8217;ai jamais connu?</p>
<p>De Satan ou de Dieu, qu&#8217;importe? Ange ou Sirène,<br />
Qu&#8217;importe, si tu rends, — fée aux yeux de velours,<br />
Rythme, parfum, lueur, ô mon unique reine! —<br />
L&#8217;univers moins hideux et les instants moins lourds?</p>
<p>INNO ALLA BELLEZZA</p>
<p>Vieni tu dal cielo profondo o sorgi dall&#8217;abisso, Beltà?<br />
Il tuo sguardo, infernale e divino,<br />
versa, mischiandoli, beneficio e delitto:<br />
per questo ti si può comparare al vino.</p>
<p>Riunisci nel tuo occhio il tramonto e l&#8217;aurora,<br />
diffondi profumi come una sera di tempesta;<br />
i tuoi baci sono un filtro, la tua bocca un&#8217;anfora,<br />
che rendono audace il fanciullo, l&#8217;eroe vile.</p>
<p>Sorgi dal nero abisso o discendi dagli astri?<br />
Il Destino incantato segue le tue gonne come un cane:<br />
tu semini a casaccio la gioia e i disastri,<br />
hai imperio su tutto, non rispondi di nulla.</p>
<p>Cammini sopra i morti, Beltà, e ridi di essi,<br />
fra i tuoi gioielli l&#8217;Orrore non è il meno affascinante<br />
e il Delitto, che sta fra i tuoi gingilli più cari,<br />
sul tuo ventre orgoglioso danza amorosamente.</p>
<p>La farfalla abbagliata vola verso di te, o candela,<br />
e crepita, fiammeggia e dice: &#8220;Benediciamo questa fiaccola!&#8221;.<br />
L&#8217;innamorato palpitante chinato sulla bella<br />
sembra un morente che accarezzi la propria tomba.</p>
<p>Venga tu dal cielo o dall&#8217;Inferno, che importa,<br />
o Beltà, mostro enorme, pauroso, ingenuo;<br />
se il tuo occhio, e sorriso, se il tuo piede, aprono per me<br />
la porta d&#8217;un Infinito adorato che non ho conosciuto?</p>
<p>Da Satana o da Dio, che importa?<br />
Angelo o Sirena, che importa se tu<br />
– fata dagli occhi vellutati, profumo, luce, mia unica regina –<br />
fai l&#8217;universo meno orribile e questi istanti meno gravi?</p>
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		<title>L&#8217;invitation au voyage (Les Fleurs du Mal) &#8211; Charles Baudelaire</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 19:13:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Krana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;invitation au voyage (tratto da Les Fleurs du Mal, Spleen et Idéal, n°53)
Mon enfant, ma soeur,
Songe à la douceur
D&#8217;aller là-bas vivre ensemble!
Aimer à loisir,
Aimer et mourir
Au pays qui te ressemble!
Les soleils mouillés
De ces ciels brouillés
Pour mon esprit ont les charmes
Si mystérieux
De tes traîtres yeux,
Brillant à travers leurs larmes.
Là, tout n&#8217;est qu&#8217;ordre et beauté,
Luxe, calme et [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>L&#8217;invitation au voyage</strong> (tratto da <strong>Les Fleurs du Mal</strong>, Spleen et Idéal, n°53)</p>
<p>Mon enfant, ma soeur,<br />
Songe à la douceur<br />
D&#8217;aller là-bas vivre ensemble!<br />
Aimer à loisir,<br />
Aimer et mourir<br />
Au pays qui te ressemble!<br />
Les soleils mouillés<br />
De ces ciels brouillés<br />
Pour mon esprit ont les charmes<br />
Si mystérieux<br />
De tes traîtres yeux,<br />
Brillant à travers leurs larmes.</p>
<p>Là, tout n&#8217;est qu&#8217;ordre et beauté,<br />
Luxe, calme et volupté.</p>
<p>Des meubles luisants,<br />
Polis par les ans,<br />
Décoreraient notre chambre;<br />
Les plus rares fleurs<br />
Mêlant leurs odeurs<br />
Aux vagues senteurs de l&#8217;ambre,<br />
Les riches plafonds,<br />
Les miroirs profonds,<br />
La splendeur orientale,<br />
Tout y parlerait<br />
À l&#8217;âme en secret<br />
Sa douce langue natale.</p>
<p>Là, tout n&#8217;est qu&#8217;ordre et beauté,<br />
Luxe, calme et volupté.</p>
<p>Vois sur ces canaux<br />
Dormir ces vaisseaux<br />
Dont l&#8217;humeur est vagabonde;<br />
C&#8217;est pour assouvir<br />
Ton moindre désir<br />
Qu&#8217;ils viennent du bout du monde.<br />
— Les soleils couchants<br />
Revêtent les champs,<br />
Les canaux, la ville entière,<br />
D&#8217;hyacinthe et d&#8217;or;<br />
Le monde s&#8217;endort<br />
Dans une chaude lumière.</p>
<p>Là, tout n&#8217;est qu&#8217;ordre et beauté,<br />
Luxe, calme et volupté.</p>
<p><img class="size-full wp-image-430 alignnone" title="Charles Baudelaire" src="http://www.darkmoonlight.it/wp-content/uploads/2009/04/cb_selfportrait_cropped.gif" alt="Charles Baudelaire" width="182" height="210" /><br />
<strong>L&#8217;invito al viaggio</strong></p>
<p>Bimba mia, mia sorella<br />
pensa alla dolcezza<br />
d&#8217;andare a vivere insieme laggiù !<br />
Amare a sazietà,<br />
amare e morire<br />
nel paese che ti somiglia<br />
I soli umidi<br />
di quei cieli inquieti<br />
hanno per il mio spirito l&#8217;incanto<br />
così misterioso<br />
dei tuoi occhi ingannatori<br />
che brillano attraverso le lacrime<br />
Tutto, laggiù, è ordine e bellezza<br />
lusso, calma e voluttà.</p>
<p>Mobili rilucenti,<br />
levigati dagli anni,<br />
ornerebbero la nostra stanza;<br />
i più rari fiori,<br />
che uniscono i loro odori<br />
ai profumi vaganti dell&#8217;ambra,<br />
i ricchi soffitti,<br />
gli specchi profondi,<br />
lo splendore orientale,<br />
tutto parlerebbe,<br />
segretamente all&#8217;anima<br />
la sua dolce lingua nativa<br />
Tutto, laggiù, è ordine e bellezza<br />
lusso, calma e voluttà.</p>
<p>Guarda: vedi su quei canali<br />
vascelli dormire<br />
di umore vagabondo:<br />
solo per saziare<br />
ogni tuo minimo desiderio<br />
vengono dai confini del mondo.<br />
I soli declinanti rivestono i campi,<br />
i canali, la città intera,<br />
di giacinto e d&#8217;oro;<br />
il mondo s&#8217;addormenta<br />
in una calma luce.<br />
Tutto, laggiù, è ordine e bellezza<br />
lusso, calma e voluttà.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Charles Baudelaire – &#8220;Il vampiro&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 16:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artyca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[vampire]]></category>

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		<description><![CDATA[Tu che t&#8217;insinuasti come una lama
Nel mio cuore gemente; tu che forte
Come un branco di demoni venisti
A fare folle e ornata, del mio spirito
Umiliato il tuo letto e il regno-infame
A cui, come il forzato alla catena,
Sono legato: come alla bottiglia
L&#8217;ubriacone; come alla carogna
I vermi; come al gioco l&#8217;ostinato
Giocatore, che sia maledetta.
Ho chiesto alla fulminea spada, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">Tu che t&#8217;insinuasti come una lama<br />
Nel mio cuore gemente; tu che forte<br />
Come un branco di demoni venisti<br />
A fare folle e ornata, del mio spirito<br />
Umiliato il tuo letto e il regno-infame<br />
A cui, come il forzato alla catena,<br />
Sono legato: come alla bottiglia<br />
L&#8217;ubriacone; come alla carogna<br />
I vermi; come al gioco l&#8217;ostinato<br />
Giocatore, che sia maledetta.</p>
<p>Ho chiesto alla fulminea spada, allora,<br />
Di conquistare la mia libertà;<br />
Ed il veleno perfido ho pregato<br />
Di soccorrer me vile. Ahimè, la spada<br />
Ed il veleno, pieni di disprezzo,<br />
M&#8217;han detto: &#8220;Non sei degno che alla tua<br />
Schiavitù maledetta ti si tolga,<br />
Imbecille! Una volta liberato<br />
Dal suo dominio, per i nostri sforzi,<br />
tu faresti rivivere il cadaver<br />
del tuo vampiro, con i baci tuoi!&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;" align="center"><img class="aligncenter" style="border: 0px;" src="http://www.darkmoonlight.it/images/stories/oldman4.jpg" border="0" alt="" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Preghiera Cherokee</title>
		<link>http://www.darkmoonlight.it/preghiera-cherokee/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 20:53:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Krana</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cherokee]]></category>
		<category><![CDATA[nativi americani]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi mi piaceva inserire un brano che mi piace molto e che mi ha sempre colpito fin dalla prima volta che lo lessi: si tratta di una preghiera della tradizione della tribù Cherokee.
&#8220;Oh Grande Spirito,
concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare,
e la Saggezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi mi piaceva inserire un brano che mi piace molto e che mi ha sempre colpito fin dalla prima volta che lo lessi: si tratta di una preghiera della tradizione della tribù Cherokee.</p>
<p><em><strong>&#8220;Oh Grande Spirito,<br />
concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,<br />
il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare,<br />
e la Saggezza di capirne la differenza&#8221;.</strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><img class="aligncenter" style="border: 0px;" src="http://www.darkmoonlight.it/images/stories/the_native_wall_by_stormraintears.jpg" border="0" alt="" /></em></p>
]]></content:encoded>
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